ROBERTA CAMMISA - Scrittrice e Poeta - Musica e Poesia


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Ave Maria

Ave Maria
Ave Maria
Ave Maria
Ave Maria
Ave Maria
Ave Maria

Il miracolo è la dimostrazione che non tutto è spiegabile con la sola ragione, perché oltre a un mondo materiale che vediamo ne esiste uno spirituale che non vediamo.
Precoce nel parlare, a nove mesi già lo faccio, ma lenta nel camminare a causa delle sofferenze dovute alla nascita.
Fino all'età di tre anni cammino, ma solo se qualcuno mi tende la mano, da sola non lo faccio.
Mi mettono in piedi per terra, mi poggiano al muro e mi chiamano per farmi camminare, ma niente, io non reagisco.
Non ricordo chi mette alcune zollette di zucchero sulla sedia e con alcuni colpi di mano li fa ruotare attirando la mia attenzione e chiamandomi: "Roberta, vieni a prendere lo zucchero".
Io quelle zollette di zucchero le voglio, ma non cammino, non me le vado a prendere, solo se qualcuno mi tende la mano e mi accompagna a prenderle quelle zollette io ci vado, ma da sola niente.
Mia mamma intanto, piangendo dice: "Vorrei vedere mia figlia recarsi da sola vicino la credenza ed aprirla".
Quando la rassegnazione prende il posto della speranza, non c'è più niente da fare, Roberta cammina, ma solo se sorretta da qualcuno.
Ma in una fredda sera di ottobre del 1968 accade l'inspiegabile!. Anche quella sera, ma in modo particolare quella sera, la mia nonna materna, nonna Carminuccia, mi porta in parrocchia per assistere alla Santa Messa: la Beata Vergine del Sacro Monte di Viggiano sosta proprio lì. Nonna, come solito, siede con me in braccio al secondo banco della navata di destra, frontale all'altare.
Durante l'omelia tenuta dal nostro parroco don Paolo D'Alessandro io mi svincolo dalle braccia di nonna, vado giù, punto i piedi a terra e piano piano, comincio a camminare da sola.
Mi avvicino alla balaustra dell'altare proprio dove sosta la Beata Vergine del Sacro Monte di Viggiano, don Paolo si accorge di me, fa notare l'evento ai fedeli, poi, il chiacchiericcio!.
Subito dopo la Santa Messa, nonna e non solo, mi porta in negozio da mamma e da sua sorella, zia Cosima che, ignare di tutto, vengono messe al corrente dell'accaduto da nonna e da altre loro amiche presenti in parrocchia.
La Beata Vergine del Sacro Monte di Viggiano in serata raggiungerà Montalbano Jonico accompagnata da una sfilata di macchine, mamma chiude in fretta il negozio, rintraccia papà ed anche noi, con la nostra 600 ci accodiamo alle altre macchine.
Lo ricordo come fosse un sogno!. Piove quella sera. La Vergine Maria viene accompagnata in processione dalla mia parrocchia Sant'Antonio fino a Piazza San Rocco, lì, caricata su di un camioncino bianco scoperto, prima fa il giro per le principali vie del paese, poi, sempre scortata da una corposa fila di macchine, si dirige verso Montalbano.
Avevo soli tre anni, di quello che è accaduto in parrocchia non ho ricordo alcuno, ma delle lunga fila di macchine che accompagnava la Beata Vergine, di quelle ho un netto ricordo.
Ricordo la luce dei fari delle macchine lungo la bretella Pisticci, San Leonardo, quei fari illuminano la Beata Vergine Maria che ci "insegna la via". Io sono in braccio a mamma al fianco di papà che guida, dietro c'è zia Cosima che, incinta di Marisa, più volte da di stomaco.
Di quella sera non ricordo più niente, anche se poi c'è poco da ricordare: accompagniamo la Beata Vergine del Sacro Monte di Viggiano su una piazza di Montalbano Jonico e ritorniamo a casa.
Da quel giorno, e sempre con passi più sicuri, ma lenti, cammino da sola, non nego il mio scetticismo nel momento in cui tutto questo mi è stato raccontato da mamma e nonna e non nego di aver sentito il bisogno di chiedere conferma al mio parroco, don Paolo D'Alessandro, ottimo, zelante sacerdote, di poche, ma sagge parole.
Ora a coloro che mi dicono: "Questa è stata solo pura coincidenza", io rispondo che credo nei miracoli, credo in un mondo spirituale anche senza vederlo: credo nell'onnipotenza divina e con più sicurezza perché io ne sono, anche se in minima parte, la testimonianza.
Io ci credo, io credo che i miracoli avvengono ed anche quando alcuni mi deridono, io continuo a credere, anzi in quei momenti ci credo con più forza e prego per chi non ci crede.
Anche se, pur lentamente, io cammino da sola, io credo che tutto è possibile a Gesù, credo che sicuramente le preghiere della mia mamma e della mia nonna hanno toccato il Suo purissimo cuore.
C'è una sottile amarezza però che mi prende ogni giorno quando cammino, ma poi sgorga dalle mie labbra inarrestabile e continuo il mio "grazie" a Gesù per avermi dato la vita.

Roberta Cammisa


Ave Maria
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