Non appare facile, a prima vista, parlare degli scritti di Roberta Cammisa, di questi tempi, in un'epoca cioè in cui "la gente non sa più parlar d'amore". La gente non parla più d'amore perché non lo prova, perché ne ha paura, ma soprattutto perché il linguaggio corrente manca delle parole per poterne parlarne. Le parole del linguaggio corrente sono adatte a descrivere la vita banale, non le vette e l'amore è una vetta.
Roberta Cammisa invece nei suoi scritti descrive "l'eccezione" quasi a conferma della regola. Ella canta l'inno all'amore con molta enfasi e con stile libero, molto libero e sciolto, scorrevole. Trasporta il lettore in un suo mondo pieno d'amore, fatto solo d'amore, anche se talvolta struggente. E si ripete frequentemente rendendo più comprensibili i suoi sentimenti e si ripete anche, così appare, per un migliore recepimento del messaggio ed una maggiore assimilazione dei concetti che ella propone con assoluta convinzione, tale da rendere partecipe il lettore che ha la sensazione di leggere cose e sentimenti reali.
E' evidente che Roberta Cammisa crede fermamente nell'amore, crede nell'immortalità dell'amore e riesce a convincere il lettore. Ella descrive quei sentimenti con semplicità, con chiarezza con senso della realtà, non senza venature di tristezza, in momenti, sembra, di sofferta incertezza. Ma subito si riprende come ispirandosi a Dante, laddove pone sulle labbra di Francesca: "Amor che a nullo amato…". E sembra anche che Roberta Cammisa si riporti a Carducci quando, rifacendosi ai cantori provenzali del XIII secolo, volle immortalare la pietosa storia di Giaufrè Rudel e di Melisandra, contessa di Tripoli.
"Contessa, che è mai la vita?"
E' l'ombra di un sogno fuggente.
La favola breve è finita.
Il vero immortale è l'amor".
Nata e residente a Pisticci, Roberta Cammisa consegue il diploma di maturità classica presso l’istituto “Giustino Fortunato” del suo paese.
Subito dopo il conseguimento del diploma di maturità, per quasi tre anni Roberta prende lezioni private di pianoforte e, dopo alcuni anni di giornalismo presso quotidiani, quindicina, mensili, riviste religiose e non che poi abbandona, nel 1996 pubblica il suo primo elaborato: Io e Padre Pio (I. M. D. Lucana Pisticci). Nel 1997 pubblica il suo secondo elaborato: Il Rosario con Padre Pio presso la San Paolo Editoriale Libri Milano tradotto in varie lingue e riportato su audiocassette e cd. Sempre presso la stessa casa editrice, nel 2001 pubblica il suo terzo elaborato: Padre Pio il sorriso di Dio anche quest’ultimo tradotto in varie lingue. Nel 1999 compone il testo di una canzone: Tu, Padre Pio, musica e voce del cantautore Michele Merla, cd Luce Di Pace. Insignita con vari attestati e premi giornalistici, ancora nel 2001 scrive due Sceneggiature per Fiction Televisive: Pagine della vita ed A te solo grazie. Ad agosto 2004 invece compone un Atto teatrale: Infinito Amore ed a maggio 2006 ne compone un secondo: Il sole e la luna, voce recitante Ulderico Pesce.
La sera del 25 giugno 2005, durante il concerto di musica da camera tenuto dal maestro Saverio Sangregorio nella Chiesa Madre di Pisticci viene letta una lirica di Roberta: Il mio amore ed un pezzo tratto dal suo atto teatrale: Infinito amore. Da settembre 2008 a settembre 2009, il 23 di ogni mese alle ore 10,00 Roberta ha condotto sui 99,100 di City Radio, Pisticci "Ricordando Padre Pio alla radio" e, sempre su City Radio da ottobre 2009, il primo giovedì di ogni mese alle ore 10,00 con replica il terzo giovedì di ogni mese alle ore 21,00 sta conducendo “Pregando Gesù alla radio”.